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Una delle piu belle risaie di Bali


All’inizio di ogni viaggio si ha la sensazione di essere sospesi tra terra e cielo, tra ignoranza e conoscenza. Si procede con cautela, osservando, cogliendo le differenze, soffermandosi sulla materialità delle cose. A Bali il viaggio iniziò dalla Terra: templi, spiagge, scogliere, montagne e le risaie di Tegalalang, simbolo dell’isola.

Poi arrivò l’Acqua, elemento centrale della spiritualità balinese: fluente, mutevole, purificatrice. L’acqua come vita, emozione, legame, ponte tra il mondo materiale e quello spirituale. È impossibile non percepirla al Tempio di Ulu Watu, sospeso sull’oceano, dove il mare infinito dilata lo sguardo e il tempo sembra fermarsi. In quel momento il viaggio entrò nella dimensione dell’Aria: impalpabile, leggera, fatta di musica, danza, movimento.

Il Gamelan, le danze Legong e Gambuh, viste soprattutto a Ubud, restano immagini indelebili: disciplina assoluta, suoni seducenti, gesti lenti e ipnotici che portano con sé l’anima dell’isola.

oznor

Infine il Fuoco, energia e trasformazione, rappresentato dal vulcano Gunung Batur e dal suo lago. La caldera, con il cono del vulcano che emerge dalla terra, è uno dei paesaggi più potenti di Bali, simbolo di una forza primordiale che crea e distrugge.
Bali è anche mare, spiagge, templi e tramonti condivisi. Al calare del sole, centinaia di persone si ritrovano sulla spiaggia: chi con una birra, chi con un libro, chi con una tavola da surf. Per qualche istante si è sospesi nel tempo, ed è una sensazione che non si può spiegare: va vissuta.

I templi raccontano il legame profondo con la TerraBesakih, il più sacro, Tanah Lot, sospeso tra roccia e oceano, e Ulun Danu Bratan, che galleggia sulle acque del lago, dedicato alla dea delle acque. Qui si comprende quanto l’acqua sia centrale per Bali, per la vita e per le risaie alimentate dal sistema di irrigazione Subak, patrimonio dell’umanità. Già allora si intuiva come il turismo stesse trasformando l’isola. Il viaggio, però, resta un’altra cosa: non è consumo, ma incontro. È il tentativo di entrare in punta di piedi nell’anima di un luogo, di osservare e ascoltare ciò che è diverso da noi.

L’aereo prosegue il suo volo verso casa, e i pensieri tornano indietro. Il tempo sbiadisce i dettagli, ma non cancella le emozioni. Di ogni viaggio resta qualcosa di leggero e profondo insieme: un ricordo che non si perde e che continua ad accompagnarti. In ogni paese, in ogni incontro, si lascia sempre un piccolo pezzo di cuore.


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