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Tra guerra e pace, approdare alle isole di Hormuz

Un’avventura tra Iran, Oman e Emirati Arabi: dalla valle delle stelle
all’Isola di Hormuz, fino ai fiordi dell’Oman e a Ras Al Khaimah

Itinerario del viaggio: Dubai – Bandar Abbas – Qeshm – Hormuz – Oman

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Sembra un dipinto, invece è Hormuz. La terra rossa incontra il mare e il cielo blu

In un’area conosciuta per le tensioni, ho trovato quiete. Paesaggi primordiali, gente semplice, colori impossibili.
Qeshm e Hormuz non chiedono di essere capite, solo osservate.
Arrivare a Hormuz e Qeshm, io e mia moglie, significa attraversare uno dei nomi più pesanti della geopolitica mondiale: lo Stretto di Hormuz. Un luogo che evoca navi militari, petrolio, conflitti.
Eppure, una volta sbarcati, tutto questo sembra svanire. Qui resta solo la terra, antica, forte, silenziosa.

Hormuz: l’isola dei colori impossibili

Hormuz è un’isola che sembra nata prima dell’uomo. La terra è rossa, ocra, gialla, violacea. I sentieri polverosi si intrecciano tra colline scolpite dal vento, come se la natura avesse voluto creare un museo a cielo aperto.
Ogni passo cambia colore, ogni sguardo sorprende. Non c’è bisogno di spiegazioni: qui la bellezza è elementare, quasi primordiale.

Il villaggio delle cupole colorate

Il villaggio di Hormuz colpisce subito, ma non per ciò che ci si aspetta.

Le case colorate a cupola non appartengono alla tradizione antica dell’isola: sono parte di un progetto abitativo sperimentale, pensato per rispondere al clima estremo e alla scarsità di risorse

Cupole che raccolgono i colori dell’isola. Qui la terra diventa arte

Le abitazioni sono costruite come cupole, affiancate l’una all’altra, con forme morbide che proteggono dal caldo e dal vento. I colori vivaci, azzurri, rosa, verdi, gialli dialogano con la terra rossa dell’isola, creando un contrasto sorprendente ma armonioso.
Camminare tra queste cupole dà una sensazione strana e affascinante: sembra di trovarsi in un luogo sospeso, tra futuro e origine, tra sperimentazione e memoria.

Non è un villaggio costruito per stupire il turista, ma un tentativo concreto di abitare in equilibrio con un ambiente difficile, usando forme semplici e materiali locali.


Qeshm: il silenzio che resta

Qeshm è diversa. Più grande, più aspra, meno immediata.
Qui la bellezza non si mostra subito: canyon, vallate scavate dal vento, coste frastagliate che sembrano raccontare storie antichissime. È un’isola che chiede tempo e rispetto.
Il silenzio domina, e proprio per questo parla forte.


Nella Valle delle Stelle il tempo si è fermato. Rocce scolpite dal vento, come se Qeshm fosse un altro pianeta

Oltre le parole

Viaggiare tra Hormuz e Qeshm significa spogliarsi del superfluo, rallentare, ascoltare. In una zona del mondo spesso associata alla paura, abbiamo trovato pace, semplicità e una bellezza che non ha bisogno di essere spiegata o giustificata.
Queste isole non chiedono di essere interpretate.
Chiedono solo di essere guardate, con rispetto.


Dal lusso di Dubai alla realtà di Bandar Abbas.

1^ Tappa: Dubai -Bandar Abbass


Appena arrivati a Dubai, ci siamo diretti al terminal per il nostro volo verso Bandar Abbas. L’eccitazione del viaggio si mescolava a un po’ di ansia: sapevamo che ci attendeva un controllo doganale molto accurato.

Atterrati a Bandar Abbas, la procedura è stata lunga ma comprensibile: la situazione internazionale rende le verifiche severe. Con il visto già fatto dall’Italia, siamo riusciti a superare i controlli e uscire dall’aeroporto.

La città ci è apparsa subito diversa da Dubai: meno scintillante, più concreta, con un’atmosfera che si legge negli occhi della gente. C’è una tensione sottile, ma anche un’umanità chiara e accogliente.

Abbiamo trovato un taxi per il porto, tra traffico, odori intensi e colori forti. Ogni dettaglio raccontava storie di vita quotidiana, di resistenza e adattamento. La realtà qui è tangibile, viva, e spesso più interessante di qualsiasi guida.
turistica.

Avvertenze pratiche – Iran

  • Visto: è consigliabile muoversi con largo anticipo (circa un mese).
  • Le SIM italiane non funzionano e non si ricevono SMS.
  • Evitare fotografie o video a persone o strutture sensibili.
  • Abbigliamento rispettoso: per le donne è sufficiente uno scialle leggero.

Da Bandar Abbas a Qeshm – Attraversare il Golfo per entrare nel silenzio.

2^ Tappa: Bandar Abbas – Isola di Qeshm.


Da bandar Abbas il modo principale per raggiungere l’isola di Qeshm è il traghetto passeggeri
Si parte dal porto di Shahid Haqqani con corse frequenti, una attraversata di 45 – 60 minuti.
Il mare separa poco, ma il paesaggio e il ritmo cambiano subito.
Arrivati a Queshm troviamo alloggio in una guest House semplice ma pulita, gestita da proprietari gentilissimi,
disponibili ad aiutare nell’organizzazione delle escursioni dei trekking nel geoparco.
Abbiamo poco tempo a disposizione. lasciati i bagagli e presa la camera, organizziamo subito l’uscita verso uno 
dei luoghi simboli dell’isola: La valle delle stelle.
Qui il tempo sembra essersi fermato. Forme rocciose scolpite dal vento e dall’erosione, canyon e pinnacoli che ricordano scenari di un’altro pianeta. Camminare in questo paesaggio da la sensazione di attraversare qualcosa di 
primordiale, come se la terra stesse ancora raccontando la sua storia più antica. 
Qeshm non colpisce con effetti immediati. Chiede silenzio, lentezza, attenzione. E proprio per questo lascia un segno profondo.

Il nostro viaggio nel golfo continua 
La prossima tappa sarà Hormuz.


Da Qeshm a Hormuz – Tra mare e colori impossibil

3^ tappa: Hormuz Bandar Abbas -Muscate (scalo) Khasab – Ras Al Khaimah


Da Qeshm lasciamo l’isola di buon mattino, con il sole che accarezza le rocce scolpite del geoparco.
Il viaggio verso Hormuz si fa via mare: dal porto principale dell’isola partono piccoli traghetti e motoscafi, due o tre corse al giorno, a seconda della stagione. La traversata dura circa 45–60 minuti e già durante il tragitto si percepisce che l’isola che ci aspetta è speciale.

L’acqua del Golfo brilla di un blu intenso e il vento porta con sé il profumo salmastro, mentre la costa di Hormuz appare lontana, come un piccolo frammento di un mondo a sé.
Appena sbarcati, la terra rossa dell’isola colpisce subito. Il paesaggio sembra un dipinto primordiale, dove le colline scolpite dal vento dialogano con il mare. Camminiamo tra sentieri polverosi e piccoli villaggi: case basse, spesso colorate, che si mescolano alla natura senza prevaricarla.
Ci avventuriamo tra le vie del villaggio delle cupole colorate. Le case, costruite come cupole basse, riflettono i colori incredibili dell’isola: rosso, ocra, giallo, viola, azzurro e verde si mescolano con la terra e il cielo, creando l’impressione di camminare all’interno di un dipinto. Ogni angolo sorprende: sembra di essere in un luogo sospeso tra arte, natura e vita quotidiana, dove le forme morbide delle cupole dialogano armoniosamente con il paesaggio primordiale.

La nostra visita è breve, ma intensa. Ogni passo cambia colore: la roccia, la sabbia, persino l’aria sembra avere sfumature diverse. Hormuz non si lascia comprendere subito; si lascia osservare, respirare e assaporare.
Qui, nel silenzio e nella vastità del paesaggio, il tempo sembra rallentare. Le tensioni e i conflitti di cui si parla nei telegiornali restano lontani; quello che rimane è una bellezza semplice, autentica, quasi primordiale.

Hormuz ci insegna a rallentare, a guardare, a sentire. È un luogo dove la natura diventa racconto e memoria, e dove ogni colore, ogni forma ha una storia da raccontare.


Il giorno seguente, dopo colazione, lasciamo l’isola e torniamo direttamente a Bandar Abbas. Qui prendiamo l’aereo per l’Oman. Durante il volo facciamo uno scalo tecnico a Muscat, senza fermarci: la destinazione vera è Khasab, nell’estremo nord dell’Oman, dove ci attendono i fiordi spettacolari. Le montagne scendono a picco sul mare e ogni insenatura sembra un mondo segreto, lontano dal tempo e dalla frenesia quotidiana.

Infine, ci spostiamo a Ras Al Khaimah, negli Emirati Arabi, per riposarci e preparare le prossime esplorazioni. Tra deserto, mare e montagne, la città è un perfetto punto di pausa dopo le intense giornate trascorse tra Golfo e Oman

Con il cuore pieno di colori e paesaggi, 
ci prepariamo già alla prossima partenza

– Ras Al Khaimah – l’alba dal balcone del nostro Hotel a Al Marjan Island –

Ho scattato poche foto: in molti luoghi non era permesso per prudenza, ho preferito osservare con i miei occhi


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