Sardegna, dove il tempo rallenta e il mare detta il ritmo.


Tornare in Sardegna nel 2010 non è stata una semplice ripetizione del viaggio precedente, ma il naturale proseguimento di un percorso rimasto aperto.
Dopo aver esplorato l’anno prima Cagliari e tutta la costa occidentale fino a Oristano, questa volta il camper ha ripreso la strada verso nord, seguendo il ritmo lento dell’isola e il desiderio di scoprirne nuovi tratti.
Da Oristano in su, il paesaggio cambia continuamente: tratti di costa selvaggia si alternano a lunghe spiagge battute dal vento, scogliere solitarie, piccoli centri affacciati sul mare dove il tempo sembra essersi fermato. È una Sardegna più aspra, meno addomesticata, che si lascia conoscere con calma, senza fretta.



Viaggiare in camper lungo questo tratto significa scegliere ogni giorno dove fermarsi, ascoltare il vento, il mare, il silenzio. Significa svegliarsi davanti a panorami sempre diversi e addormentarsi con il rumore delle onde o con il cielo stellato sopra la testa.
Il percorso fino a Porto Torres diventa così un viaggio fatto di soste, incontri, strade secondarie e deviazioni improvvisate. Non una semplice linea sulla mappa, ma una sequenza di momenti vissuti intensamente, in piena sintonia con l’isola.



Anche questa volta la Sardegna si è confermata una terra ideale per il camper: libera, autentica, capace di regalare quella sensazione rara di essere davvero in viaggio.
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