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Marocco e Sahara Occidentale

Tra viaggio, deserto e memoria di un popolo

Viaggiare vuol dire anche avvicinarsi a ciò che
non conosciamo, provare a comprenderne l’essenza.
Arricchisce, nobilita, ci regala nuovi sguardi e ci aiuta a leggere
con maggiore consapevolezza anche il nostro quotidiano.


Mappa dei viaggi in Marocco


Agadir -Tiznit – Aglou Plage – Mirleft – Ifni – Tan -Tan Laayoune – Tan Tan -Tata -Tafraoute -Agadir

In blu

Viaggio 2008 Km1000 circa
in rosso

Viaggio 2010 Km.1800 circa

Il Marocco è una terra di confine e di passaggio, un Paese complesso e affascinante, dove le città imperiali, i souk, le kasbah e il deserto convivono con una storia recente ancora irrisolta
Viaggiare in Marocco significa immergersi nei colori, nei profumi, nella vitalità dei suoi mercati, ma anche sfiorare realtà che raramente trovano spazio nei racconti turistici.


Attraversando queste terre ci si avvicina inevitabilmente al Sahara Occidentale, una regione sospesa nel tempo, segnata da una lunga e dolorosa vicenda politica e umana. Qui il viaggio smette di essere solo scoperta geografica e diventa occasione di riflessione, ascolto e memoria.
Il deserto, apparentemente immobile e silenzioso, custodisce storie di resistenza, di esilio, di dignità. È in questo spazio infinito che vive e resiste il popolo Saharawi, un popolo antico, profondamente legato alla propria terra, spesso dimenticato dalla comunità internazionale.

Legzira – Uno dei suoi spettacolari archi naturali di roccia rossaQuesto purtroppo è crollato nel 2016


I Saharawi: antico e nobile popolo dimenticato
Il muro di Berlino è stato abbattuto, il muro eretto da Israele è giustamente criticato, il Kuwait è stato liberato da un’invasione armata.
Eppure esiste un altro muro, lungo oltre 2.700 chilometri, disseminato di postazioni militari e circondato da una vasta fascia minata si parla di centinaia di migliaia di mine antiuomo, molte delle quali prodotte anche in Europa di cui si parla pochissimo.
Quel muro divide il Sahara Occidentale.

Il popolo Saharawi vive da decenni una condizione di occupazione e di esilio. Dopo essere stato colonia spagnola, il Sahara Occidentale è stato invaso dal Marocco, dando origine a un conflitto che dura da oltre quarant’anni.
Nonostante la presenza delle Nazioni Unite e numerose risoluzioni internazionali, il diritto all’autodeterminazione di questo popolo resta ancora oggi negato.

Visitare queste terre significa anche prendere coscienza di questa realtà, senza pregiudizi ma senza silenzi.


Breve storia del Sahara Occidentale

1884 – Durante la colonizzazione africana, la Conferenza di Berlino assegna il Sahara Occidentale alla Spagna. Il territorio è abitato dal popolo Saharawi.
1975 – La Spagna si ritira dal Sahara Occidentale, cedendone di fatto il controllo a Marocco e Mauritania, interessati alle sue ingenti risorse naturali.
1975 – Marocco e Mauritania invadono il territorio. Nasce il conflitto con il Fronte Polisario, movimento di liberazione Saharawi. Il Marocco organizza la cosiddetta Marcia Verde per mascherare l’invasione.
1975–1976 – Parte della popolazione Saharawi fugge nel deserto algerino, nei pressi di Tindouf, dove ancora oggi vivono numerosi profughi.
1976 – Viene proclamata la Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), riconosciuta nel tempo da decine di Paesi.
1978–1979 – La Mauritania si ritira dal conflitto e firma un accordo di pace con il Fronte Polisario.
Anni ’80 – Il Marocco estende il controllo militare e costruisce un muro difensivo lungo circa 2.700 km.

1988 – L’ONU istituisce la MINURSO, con l’obiettivo di organizzare un referendum di autodeterminazione. Oggi – A distanza di decenni, il referendum non è mai stato realizzato e la situazione resta irrisolta.


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