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Marocco 2011

Appunti di un viaggio lungo la costa atlantica

Il Marocco è uno di quei paesi che tornano più volte nella vita. Cambia lo sguardo con cui lo attraversi, cambiano i tempi, ma restano intatti i colori, gli odori, la luce.
Questo viaggio del 2011 è stato un percorso lungo la costa atlantica, fatto di tappe brevi, soste rapide e luoghi già conosciuti, rivisti con occhi diversi.
Siamo arrivati a Casablanca, città di passaggio e di contrasti, moderna e caotica, più punto di partenza che di permanenza. Da qui abbiamo iniziato a scendere verso sud, seguendo l’oceano.


La prima tappa è stata El Jadida, città portoghese dall’atmosfera sospesa. Qui il tempo sembra rallentare tra le mura dei bastioni, come al Bastion de l’Ange, affacciato sull’Atlantico.
Il pranzo è stato semplice e memorabile: sardine appena grigliate al mercato del pesce, mangiate sul posto, con il profumo del mare che si mescolava al fumo delle braci. Un Marocco diretto, autentico, senza filtri.

Poco più a sud una breve sosta a Oualidia, laguna luminosa e tranquilla, una pausa sul mare prima di rimettersi in strada. Un luogo che invita al silenzio e allo sguardo lungo, anche se solo per poco.
La tappa successiva è stata Safi, dove ci siamo fermati per la notte. Safi è una città vera, meno turistica, conosciuta per la sua tradizione ceramica.


Visitare i laboratori è stato uno dei momenti più interessanti del viaggio: mani esperte, colori profondi, forni antichi. Qui ho acquistato un piatto dipinto a mano, uno di quegli oggetti che diventano memoria tangibile del viaggio.

Da Safi siamo arrivati a Marrakech, città già vissuta in passato, rivisitata senza l’urgenza della scoperta ma con il piacere del ritorno. La piazza, i souk, i vicoli: Marrakech è sempre Marrakech, travolgente e teatrale, anche quando la si attraversa senza soffermarsi troppo.

Il viaggio è poi proseguito verso Essaouira, una città che conserva sempre il suo fascino. Il vento, la luce, le mura sull’oceano, il porto con le barche blu.
Abbiamo dormito qui e la sera siamo andati al porto per cenare a base di pesce fresco, semplice e saporito, in uno dei luoghi che meglio raccontano il rapporto del Marocco con il mare.


Il ritorno a Casablanca ha chiuso il cerchio. Qui abbiamo visitato la Grande Moschea Hassan II, imponente e scenografica, affacciata sull’oceano. Che sia per le sue dimensioni o per il magnifico portone, resta uno dei simboli più forti del paese, un luogo che colpisce anche chi non ama le grandi opere monumentali.
Questo viaggio in Marocco non è stato tra i più intensi, né tra quelli che lasciano tracce profonde. È stato uno dei tanti passaggi, una traversata più che un’immersione.
Ma anche questi viaggi hanno un senso: insegnano che non sempre si può o si riesce a entrare davvero in un paese, e che ogni esperienza, anche la più leggera, contribuisce comunque a costruire il nostro modo di guardare il mondo.

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