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Maldive 2024, un paradiso in terra

Forse è più giusto dire: tra paradiso e inferno

Riprese subacquee e fotografie realizzate con GoPro 12 e iPhone 15 Pro

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La leggenda racconta che gli atolli delle Maldive siano nati dalle lacrime di Dio.

Si dice che il Signore, dopo aver creato il mondo, guardandolo dall’alto si commosse per la sua bellezza, e che da quelle lacrime siano nate queste isole meravigliose: gocce di sabbia e corallo sparse nell’immensità di un mare che, in nessun altro luogo al mondo, mostra le stesse sfumature di colore.


Per molti, le Maldive sono solo isole di sabbia e mare, e nient’altro.

Mai descrizione potrebbe essere più riduttiva – e quasi offensiva – per un arcipelago dalla bellezza perfetta come questo. Qui ci si perde, volenti o nolenti, in una dimensione fatta di silenzi, di natura, di tempo rallentato. È un angolo di mondo dove sembra possibile ritrovare il centro dell’energia e della forza.
Quando l’aereo si avvicina all’arcipelago, già dall’alto si ha la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di speciale. Le Maldive sono composte da 26 atolli, frutto di un miracolo geologico fatto di stratificazioni di calcare e corallo, di profondità marine variabili, di un’evoluzione continua.

Le isole coralline sono 1192, di dimensioni diverse: alcune così piccole da sembrare irreali, altre abitate, con piccole moschee, bambini chiassosi e sorridenti. Solo circa 200 isole sono abitate, mentre in poco più di 100 sorgono i resort. Tutte le altre restano deserte, pura meraviglia della natura.


Una frase del Buddha dice:

“La profondità dell’amore crea un oceano intorno a te e tu diventi un’isola.”

Qui ci si ritrova davvero nel mezzo di quell’oceano, in una pace immediata con la natura, in un ritmo che non è disturbato da rumori profani: niente auto, niente traffico, nessuna luce artificiale. Solo mare, vento e cielo.
C’è chi pensa che alle Maldive ci si possa annoiare.
Mai pensiero fu più sbagliato. Il segreto è lasciarsi rapire fin da subito dalla sensazione diffusa di serenità e pace che qui regna sovrana.

Le Maldive sono il suono ovattato dei passi sulla sabbia bianca, incredibilmente morbida e sempre tiepida.

Sono il dolce rollio delle onde, i tramonti sconfinati che si fondono nell’Oceano.

Sono vita in simbiosi con i ritmi della natura.

Ma questo paradiso ha un lato fragile, delicato, spesso nascosto.


Nei piccoli arcipelaghi la pressione dell’uomo sull’ambiente è sempre più intensa. Pesca e turismo crescono in modo impetuoso, mentre l’adozione di modelli di consumo occidentali mette seriamente a rischio l’equilibrio del territorio. Le Maldive sono una terra di forti contrasti, dove emergono con violenza le contraddizioni tipiche di un Paese in via di sviluppo.

Il turismo è una risorsa fondamentale, ma gran parte della popolazione locale resta esclusa dalle ricchezze che esso genera. I resort, tanto celebrati in Occidente, sorgono su isole date in concessione dal governo a società straniere, che trattengono la maggior parte dei profitti.


I turisti, una volta atterrati, vengono trasferiti immediatamente su isole dedicate esclusivamente allo svago, creando una netta separazione: da una parte le isole dei maldiviani, dall’altra quelle dei visitatori.

Noi abbiamo scelto consapevolmente di soggiornare su un’isola abitata dai locali, in una piccola guest house. Volevamo vedere, capire, toccare con mano una realtà che nei resort rimane invisibile.

Solo da pochi anni si assiste a timidi cambiamenti verso un turismo più autentico, ma le barriere sociali, culturali ed economiche restano forti. Le norme coraniche vengono applicate con rigore, l’alcol è vietato e i comportamenti occidentali sono spesso osservati con severità.

A tutto questo si aggiunge una minaccia enorme: l’ambiente.

Le Maldive hanno un’altezza media di soli due metri sul livello del mare. L’innalzamento degli oceani, causato dallo scioglimento dei ghiacci, rappresenta un pericolo reale. Le barriere artificiali e i terrapieni costruiti per difendere le isole sono costosi e spesso alterano gli equilibri naturali, danneggiando le barriere coralline.


Gravissimo è anche il problema dei rifiuti.

Molti vengono dispersi nell’ambiente, trasformando luoghi di straordinaria bellezza in discariche a cielo aperto. Basta visitare un’isola deserta per rendersene conto: spiagge e fondali diventano ricettacoli di plastica e oggetti abbandonati.

I rifiuti di Malé vengono trasportati sull’isola di Thilafushi, dove ogni giorno si accumulano oltre 330 tonnellate di spazzatura. È un’emergenza enorme, aggravata dal fatto che il suolo, composto da sabbia e corallo, non permette un’agricoltura sufficiente. Le Maldive importano quasi tutto: acqua, cibo, beni essenziali.

Ci siamo chiesti se tutti i visitatori siano davvero consapevoli di dove si trovano. Forse basterebbe un’informazione seria all’arrivo, per spiegare la fragilità di questo ecosistema e insegnare a rispettarlo.


Ora siamo tornati all’inverno, ai giubbotti e alle scarpe pesanti.

Ma continuiamo a pensare a quel sole, a quell’acqua trasparente, ai pesci che nuotavano intorno a noi. E a un pensiero che ci rende felici e tristi insieme: felici per aver vissuto tanta bellezza, tristi perché forse, ancora una volta, l’uomo rischia di distruggere ciò che ha di più prezioso.


Mary scrive

Ciao Maldive…

Grazie per averci mostrato l’altra faccia del Pianeta, ancora parzialmente pulito e incontaminato.
Più di mille atolli circondati da barriera corallina, dove basta fare snorkeling per scoprire il “continente sommerso” di cui parlava Franco Battiato nella sua Atlantide.
Nei villaggi, gente pura e senza malizia: ragazzi che vanno a scuola, uomini pescatori, donne e ragazze con hijab e burqa che si occupano delle loro case ma sanno anche divertirsi, giocando a calcio, facendo ginnastica per strada, guidando vespini.

Paesaggi mozzafiato, mare dalle acque cristalline che virano dal turchese all’azzurro fino a fondersi con il cielo. Fondali marini di una bellezza struggente, albe e tramonti da sogno.
Pesci di ogni forma e colore, coralli straordinari, tartarughe giganti, squali, delfini.

Esperienze che nutrono la mente e rinnovano lo spirito.

Torniamo in Italia un po’ nostalgici, ma profondamente grati. Perché, in fondo, siamo solo piccoli granelli di sabbia in un mondo infinito, chiamati ogni giorno a osservare e proteggere la Terra che sostiene i nostri passi.

Le Maldive un giorno forse scompariranno.
Saranno la vera Atlantide.

Ma oggi sono ancora lì, pronte a essere vissute con rispetto, nella loro essenza più autentica.


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