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L’Arcipelago delle Canarie

Dove terra, acqua e fuoco s’incontrano

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Gran Canaria


Questo nostro viaggio è stato il quarto nell’arcipelago delle Canarie. In anni precedenti avevamo già visitato Tenerife, Fuerteventura e Lanzarote, ma ogni ritorno qui riesce sempre a sorprenderci. L’impatto all’arrivo è forte: dall’aereo il paesaggio appare quasi lunare, un alternarsi di montagne scabre, gole profonde e una cementificazione spesso intensa lungo le coste più turistiche. Ma basta spostarsi verso l’interno perché tutto cambi radicalmente.

Firgas


Il primo paese visitato è stato Firgas, un piccolo villaggio ricco di fascino. Qui l’acqua è protagonista assoluta: lo racconta la spettacolare cascata artificiale lunga una trentina di metri che scorre lungo il Paseo de Gran Canaria, sull’antica Calle Real. Il centro urbano è raccolto e piacevole; passeggiare tra le sue vie è un vero piacere, fatto di dettagli curati e di un’atmosfera tranquilla.


Arucas


Un’altra tappa imperdibile è Arucas, soprattutto per la magnifica Chiesa di San Juan Bautista, conosciuta come la “Cattedrale di Arucas”. In stile neogotico, custodisce al suo interno numerose opere d’arte e domina il centro abitato con la sua imponenza. Arucas è nota anche per la produzione di rum, una tradizione che racconta il legame profondo con la canna da zucchero e il passato coloniale dell’isola.


Teror


Proseguiamo verso Teror, una vera scoperta. Immerso in un ambiente rigoglioso, fatto di infinite sfumature di verde, questo paese sembra appartenere a un’altra isola rispetto ai paesaggi aridi del sud. Le case con i balconi in legno, le strade pulite e ordinate e la cordialità degli abitanti creano un’atmosfera calda e accogliente. La chiesa merita una visita per la ricchezza del suo interno, in contrasto con la sobrietà delle pareti e del soffitto in legno. Nella piazza antistante spicca uno straordinario Ficus benjamina, impressionante per dimensioni. Sedersi in un bar e osservare la vita lenta del paese è uno dei piaceri più autentici di Teror.


Agaete


Continuando verso nord-ovest arriviamo ad Agaete, un paese che conserva un aspetto profondamente tradizionale. Le case bianche sembrano adagiate sulle pendici dei precipizi che scendono verso il mare. Qui si trova uno dei siti archeologici più importanti di Gran Canaria: la necropoli di Maipés. Nel centro si può visitare la Chiesa de La Concepción, fulcro della vita cittadina. Nei dintorni si estende il Parco Naturale di Tamadaba, che custodisce la più grande pineta dell’isola. Le spiagge sono prevalentemente rocciose; la più famosa è Playa de Las Nieves.


Puerto de Mogán


Da non perdere è Puerto de Mogán, piccolo villaggio di pescatori situato a sud-ovest di Maspalomas. Pur essendo conosciuto e frequentato, conserva un’atmosfera autentica e rilassata. È una delle località europee con il maggior numero di giorni di sole all’anno, e forse è proprio questo a spiegare l’ottimismo e la serenità che si respirano tra la gente del posto. Puerto de Mogán è, a nostro avviso, uno dei veri gioielli delle Canarie: spiagge curate, sentieri escursionistici spettacolari e ristoranti dove gustare l’autentica cucina canaria. Per chi ha voglia di salire circa 270 gradini tra le case bianche, la fatica viene ampiamente ripagata da una vista mozzafiato a 360 gradi.


Fataga e la Degollada de la Yegua


Un luogo che ci ha colpiti profondamente è Fataga. Partiamo da Maspalomas e la strada inizia a salire, tra curve e panorami sempre più spettacolari. Procediamo lentamente, sia per la carreggiata a tratti vertiginosa, sia per goderci un paesaggio che ricorda il Far West. Arrivati al Mirador Degollada de la Yegua, davanti a noi si apre uno scenario grandioso: un canyon lungo circa 15 chilometri, tortuoso, profondo, con pendii dolcemente curvati che all’improvviso precipitano in scogliere quasi verticali. Il tutto è incorniciato da una vegetazione tipica delle zone desertiche e dal mare sullo sfondo. Uno spettacolo monumentale, variopinto e di grande suggestione.

Dopo aver riempito la memoria di fotografie e silenzi, ripartiamo verso Fataga. Il villaggio è un piccolo gioiello: case bianche luminose, strade acciottolate, orti familiari, fiori alle finestre e sui muri. Passeggiare qui significa rallentare, ascoltare il suono dell’acqua nei canali d’irrigazione e delle campane in lontananza. A soli 15 chilometri dai grandi centri turistici del sud, Fataga ha saputo conservare intatta l’architettura rurale e l’identità di Gran Canaria.


Maspalomas


Concludiamo il nostro racconto con Maspalomas, la località dove abbiamo alloggiato. Pochi luoghi a Gran Canaria riescono a unire cielo, oceano e sabbia in modo così spettacolare. È senza dubbio la zona più turistica dell’isola, con resort, alberghi di lusso e grandi strutture ricettive. Noi ne abbiamo approfittato per fare lunghe camminate tra le dune, sostare sui muretti panoramici e lasciarci ipnotizzare dal respiro dell’oceano.


Le Canarie in breve

 Tenerife – Dominata dal vulcano Teide, la vetta più alta della Spagna, è famosa per il Carnaval di Santa Cruz, le spiagge di sabbia nera e dorata e località come Los Cristianos e Playa de las Américas.

 Lanzarote – Isola di fuoco e lava, con i paesaggi surreali del Parco Nazionale di Timanfaya, la Cueva de los Verdes e le architetture bianche integrate nella natura.

Fuerteventura – Paradiso di spiagge infinite e vento costante, ideale per surf e sport acquatici, con un’atmosfera essenziale e luminosa.

 Gran Canaria – Un continente in miniatura: deserti, montagne, foreste, città storiche e spiagge. Politicamente condivide il ruolo di capitale delle Canarie con Santa Cruz de Tenerife; con il Pico de las Nieves raggiunge i 1956 metri di altitudine. Un’isola capace di offrire, in pochi chilometri, mondi completamente diversi.

Come abbiamo sempre fatto, anche qui abbiamo cercato l’anima più autentica dei luoghi. Ed è proprio questo che, ogni volta, ci fa venire voglia di tornare.

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