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IL CASTELLO DI NEUSCHWANSTEIN – La Romantische Straße e Neuschwanstein

Alcuni giorni per assaporare la magia di quella parte di Germania bavarese conosciuta come la Romantische Straße, fino al Castello di Neuschwanstein, meta del nostro viaggio…


Alcuni giorni bastano per assaporare la magia di quella parte della Germania bavarese conosciuta come la Romantische Strasse, la “Strada Romantica”, un itinerario che attraversa paesaggi dolci, piccoli villaggi e scenari che sembrano usciti da un racconto d’altri tempi.

La meta principale del nostro viaggio è il Castello di Neuschwanstein, fatto costruire da Ludovico II di Baviera, uno dei luoghi più iconici e affascinanti d’Europa.
Il castello ci appare già da lontano, improvviso e quasi irreale, arroccato su una sporgenza rocciosa. Spunta tra la pineta con un’eleganza sorprendente: maestoso e allo stesso tempo slanciato, con le sue torri, le innumerevoli guglie sottili e le facciate chiare che contrastano con il verde scuro del bosco. È una visione che lascia senza fiato, un vero castello delle fiabe sospeso tra sogno e realtà.
Non è difficile capire perché persino Walt Disney ne rimase affascinato, tanto da prenderlo come modello per il castello della Bella Addormentata nel Bosco. Neuschwanstein sembra nato per alimentare l’immaginazione, inserito in un contesto naturale che amplifica il senso di irrealtà: sotto di lui la gola del Pollat, davanti le montagne che guardano il Tegelberg, alto quasi duemila metri.


Dopo circa venti minuti di fila riusciamo ad acquistare i biglietti. Da lì proseguiamo a piedi, attraversando un bosco di pini: una camminata di mezz’ora che prepara lentamente all’incontro con il castello. L’ingresso dà davvero l’impressione di un salto indietro nel tempo, come se ci si trovasse improvvisamente in una corte medievale, nonostante la relativa modernità della costruzione.
All’interno la visita avviene in gruppo, accompagnati da un’audioguida. Anche gli interni si rivelano straordinariamente suggestivi. Ogni ambiente sembra raccontare l’animo del suo creatore: un simbolo dell’idealismo tedesco, dove affreschi e decorazioni si ispirano alle saghe cavalleresche germaniche e nordiche, ma anche al mondo mitico e ideale di Richard Wagner, compositore amatissimo da Ludovico II.
La Sala dei Cantori, concepita come una grande sala delle feste e ispirata a quella della Wartburg presso Eisenach, è decorata con scene tratte dal Parsifal e dalla saga del Graal. La Sala del Trono, invece, colpisce per la sua solennità: uno spazio sacro della monarchia, affrescato in blu e oro, realizzato imitando le basiliche bizantine e paleocristiane. È un ambiente che trasmette potere e spiritualità insieme, anche se ci viene detto che non venne mai realmente utilizzato.


Il tempo a disposizione per la visita è limitato e non consente di soffermarsi quanto si vorrebbe sui dettagli, che sono moltissimi. Emergono però alcuni aspetti della personalità del re: la predilezione per camere da letto sfarzose, per angoli appartati dove potersi ritirare, come quello dedicato al “Cigno”, simbolo ricorrente nei castelli bavaresi. Il cigno, presente nello stemma dei signori di Schwangau, rappresentava purezza e bellezza, ma per Ludovico II era anche profondamente legato all’opera Lohengrin di Wagner, in cui questo animale ha un ruolo centrale.
Una visione d’insieme del castello si ha dal celebre Ponte di Maria, voluto dal padre di Ludovico, Massimiliano. Un tempo semplice passerella di legno sopra la gola del Pollat, oggi è un ardito ponte in ferro che si tende ad arco sopra la cascata, a un’altezza di circa 91 metri. Da lì Neuschwanstein appare in tutta la sua forza scenografica, sospeso tra roccia, acqua e cielo.

La visita lascia un’impressione profonda. Neuschwanstein non è solo un castello da ammirare: è il riflesso di un sogno, di una visione romantica e assoluta, costruita in pietra e affreschi, immersa in un paesaggio che ne amplifica il fascino e, allo stesso tempo, la malinconia.


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