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Francia

Viaggi, luci e ricordi tra arte, paesaggi e atmosfere senza tempo

Io l’ho attraversata più volte, in epoche diverse della vita, senza mai avere la sensazione di “averla finita”. Dalla Provenza al sud, fino a Sète, dalle scogliere di Cassis ai castelli della Loira, dove ho avuto anche il piacere di partecipare personalmente a una mostra di pittori italiani ospitata in un castello, un’esperienza inattesa che ha legato il viaggio all’arte in modo naturale.

Le scogliere di Cassis

È un Paese che cambia volto a ogni regione: mediterraneo e selvaggio in Camargue, elegante e solenne lungo la Loira, rumoroso e poetico nelle grandi città. Raccontarlo tutto sarebbe impossibile, servirebbe un sito intero. Per questo ho scelto di soffermarmi su alcuni frammenti, quelli che mi sono rimasti più addosso.

Cassis e la Camargue

Cassis è luce pura. Le sue calanques, insenature scavate nella roccia bianca, sono tra gli angoli più spettacolari della costa francese: acqua turchese, pareti verticali, silenzio rotto solo dal mare. Poco distante, la Camargue cambia completamente registro: spazi aperti, lagune, fenicotteri rosa, cavalli bianchi e un senso di libertà quasi primordiale. Due mondi diversi, entrambi intensi.


Natale a Parigi

Un desiderio che si avvera

Parigi, vista dalla Torre Eiffel


Natale a Parigi non è il titolo di un film, ma un desiderio che si realizza.

Un Natale diverso dal solito, vissuto nella Ville Lumière, che durante le feste diventa ancora più luminosa, elegante e misteriosa. Le luci si accendono in oltre 125 strade, il profumo di cioccolata calda e marrons glacés accompagna le passeggiate, e l’atmosfera è quella delle grandi occasioni.

Indimenticabili le illuminazioni degli Champs-Élysées, di Boulevard Saint-GermainPlace VendômeRue de Richelieu e naturalmente della Tour Eiffel. Lungo gli Champs-Élysées, il mercatino di Natale si snoda tra piccole casette in legno, alberi illuminati e una folla continua: uno dei mercatini più frequentati e suggestivi d’Europa.


Il nostro hotel era piccolo ma in posizione strategica, all’inizio dei Giardini del Trocadéro, non lontano dalla Torre Eiffel. Ed è proprio da lì che è iniziato il nostro soggiorno.

La Tour Eiffel

Non importa quante volte la si sia vista in fotografia: trovarsi davanti alla Tour Eiffel è sempre un’emozione. Monumento discusso, amato e criticato fin dalla sua nascita, resta il simbolo indiscusso di Parigi. Salire in cima, nonostante le file, regala una vista mozzafiato e un ricordo indelebile.

Di notte la Torre illumina la città e, a ogni ora, scintilla per cinque minuti con migliaia di luci intermittenti. Il punto migliore per assistere allo spettacolo è la terrazza del Trocadéro, proprio di fronte.

Passeggiando per Parigi

Nel secondo giorno abbiamo attraversato buona parte della città:

Place de la Concorde, con il suo obelisco e le fontane; i Jardins des Tuileries; l’Arc de Triomphe du Carrousel; il Louvre, con la sua piramide di vetro; i Grand e Petit Palais; il magnifico Pont Alexandre III.

Parigi è una città che si lascia scoprire camminando, senza fretta, lasciandosi guidare dalla curiosità e dalla bellezza.


Il pranzo di Natale sulla Senna


Il giorno di Natale avevo preparato una sorpresa: pranzo a bordo di un Bateaux Mouches.

Un’esperienza davvero speciale. Un ristorante elegante, un tavolo in prima fila lungo le vetrate, un menù curato, personale gentile e musica dal vivo, discreta e romantica.
Durante la navigazione siamo passati sotto il Pont au Change, davanti a Notre-DameSaint-Germain-des-Prés, l’Hôtel de Ville e naturalmente la Torre Eiffel. Le rive della Senna, patrimonio UNESCO, scorrevano lente fuori dai finestrini.
Un pranzo che non è stato solo un pranzo, ma un ricordo prezioso, di quelli che restano.


Conclusione

La Francia è questo: un mosaico di luoghi, atmosfere, arte e memoria.
Non tutto si può raccontare, ma ciò che resta è la sensazione di aver vissuto qualcosa di autentico, tra bellezza, cultura e piccoli momenti irripetibili.

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