
Lascia che la musica ti accompagni

Paese senza sbocco sul mare, la Bolivia è spesso definita il Tibet delle Americhe. Un territorio alto, isolato, duro, dove l’altitudine non è solo una misura geografica, ma una condizione dell’anima. Qui tutto sembra avvenire più vicino al cielo e più lontano dal resto del mondo.
La Bolivia è una terra di contrasti profondi. Vette andine e altipiani sconfinati convivono con foreste tropicali e regioni aride, mentre culture antiche continuano a vivere accanto a città caotiche e moderne. È uno dei Paesi dell’America Latina che ha saputo conservare più a lungo la propria identità indigena: tradizioni, riti, abiti, lingue e credenze fanno ancora parte della vita quotidiana di una larga parte della popolazione.


Viaggiare in Bolivia significa accettare la lentezza, il silenzio, l’essenzialità. Non è un Paese che si concede facilmente. Chiede rispetto, attenzione, capacità di adattamento. Ma in cambio offre paesaggi potenti, incontri intensi e una sensazione costante di trovarsi in un luogo autentico, non addomesticato.
Negli anni in cui la attraversammo, la Bolivia era ancora una vera frontiera. Povera, sì, ma ricchissima di umanità, colori, sguardi. Le sue contraddizioni sociali ed economiche erano evidenti, così come la dignità di un popolo che, nonostante tutto, continuava a custodire il legame profondo con la propria terra.
La storia recente del Paese racconta un lungo percorso di rivendicazioni e cambiamenti, nati proprio dalle disuguaglianze e dalla forza delle popolazioni originarie. Un cammino complesso, fatto di conflitti, mobilitazioni e conquiste, che ha portato la Bolivia a ridefinire la propria identità e il proprio futuro.
Per noi, la Bolivia non è stata solo una tappa del viaggio, ma un’esperienza intensa e a tratti spiazzante. Un luogo che non si attraversa con leggerezza, ma che lascia un segno profondo, fatto di altitudine, silenzi e verità difficili da dimenticare.
È qui, in Bolivia, che il nostro viaggio si è fermato.
Per alcuni giorni siamo rimasti bloccati a causa di un presunto colpo di Stato: strade chiuse, informazioni frammentarie, attese cariche di tensione e di umanità. Quei giorni non appartengono solo alla cronaca, ma alla memoria vissuta.
Le storie vere, gli incontri e ciò che abbiamo realmente attraversato in quel momento sono raccontati in Schegge di viaggio, dove il viaggio diventa esperienza e testimonianza.La Bolivia non si visita: si attraversa, si sopporta, si ascolta. E qualcosa, inevitabilmente, resta.
