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I Miei Viaggi

Viaggiare è perdersi su una cartina geografica, sognare di raggiungere quella parte del mondo che ha acceso
la tua curiosità. Viaggiare è perdersi per poi ritrovarsi, è fuggire, è cercare, è amore, è passione, è solitudine
è la ricerca di noi stessi. E’ sentire profumi, sapori, scoprire culture diverse, ma è essenzialmente arricchimento
della nostra anima e ogni volta che si ritorna non si è mai più la stessa persona, ma più ricco dentro.


V.Tarantino


Viaggiare in camper è stato, per molti anni, il mio modo più autentico di sentirmi libero.
Dieci anni vissuti sulla strada, senza orari rigidi, senza programmi obbligati, lasciando che fosse il viaggio a decidere il ritmo delle giornate. Il camper significava fermarsi quando un paesaggio ti chiamava: un lago al tramonto, una spiaggia silenziosa, un fiume che scorreva lento. Aprire la porta e sentirsi a casa ovunque, con il mondo appena fuori.
Non è stato solo viaggiare, ma abitare il movimento, imparare l’essenziale, ascoltare i luoghi e il tempo. Oggi il camper non c’è più, ma quella libertà, quella sensazione profonda di strada e orizzonte, continuano a viaggiare con me.

Vedo cose apparentemente insignificanti

Vedo cose apparentemente insignificanti: un’area di sosta assolata e polverosa. Si sente solo il rumore delle foglie dei platani, mosse da un vento leggero.
I miei pensieri sono tanti. La mia fantasia, la mia sensibilità, mi permettono, o forse mi portano, in un altro mondo. Molte domande, molte risposte e molte non-risposte mi si accavallano, ma sono chiare! E, nello stesso tempo, non trovo risposte a molti dei miei perché.
La vita, la morte… ma ora solo la vita. E mi sembra di sentirmi immortale, mi sembra di capire Rivedo il passato: l’amore, i rumori, gli odori, le parole, il calore, il vento. Ma tutto mi porta in quella dimensione: la vita.
La vita di essere, di esistere, di appartenere e non appartenere, di essere di tutti o di nessuno… o Appartenere a una persona!
Cosa dico?
Il vento continua a suggerirmi di continuare. Ma continuare cosa?
L’azzurro del cielo, il verde, il bianco della terra che si alza con il vento che soffia.
Sono in un camper, ma mi sembra di essere nell’universo. Guardo dall’alto e vedo, sento cose che non sento sempre. Sento la sicurezza di esistere, di essere, di dare.
Potrei, in questo momento, fare tutto: dipingere, scolpire, scrivere, come sto facendo. Sicuramente è quello che esce da questa mia anima!
Ma lo so: è solo un attimo, un momento. Dopo riprendo a ragionare.
A ragionare?
Cos’è ragionare? Cosa vuol dire?
Amori, visi, sussurri, parole dette o non dette, sguardi, pianti.
Dio!
Ecco cos’è Dio!
Lo cerco, non lo trovo. Ma perché tutti lo conoscono e io no? Perché io no?
Qual è la mia strada? Qual è il mio percorso?
Ormai sono in fondo a quella via che è la vita.
L’esistere, il sentire, il parlare…
Amare!
Che bella parola, amare. La penso sempre, la dico sempre, ma non sempre la dico. Forse dentro di me!
In questo momento i miei occhi sono bagnati di lacrime.
Perché piango, se sono felice e sono triste?
Sono tutto in una sola volta. Com’è possibile questo?
Mi ritorna la ragione?
Forse.
Ma ho ancora voglia di rimanere in questa dimensione, con questa mia sensibilità, dove ogni cosa che vedo, che sento, che nomino è poesia.
Poesia pura.
Scrivere per riempire il nostro io, la nostra anima. Una parola umana, non più la natura, mi porta a una realtà: quella che vivo.
Un’area di sosta.
Le mie vacanze.
Il cercare un posto dove andare domani.
Ecco, sì!
Sono ritornato sulla Terra.
Peccato!

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